G i l b e r t o   P a r i s    L i p p i
   Presidente provinciale della città di Trieste

 
    

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Molte sono le cose alle quali mi sono dedicato, ma lo sport è stato sicuramente il mio hobby principale. Infatti da ragazzo ho giocato a calcio, cominciando nelle giovanile del C.G.S.
Anche ora cerco di colpire la palla, riuscendoci ogni tanto con "gli Amici del Lunedì" del presidente Tito Rocco e partecipando al torneo per veterani di Montuzza.
Ho seguito e praticato tanto anche la pallacanestro. Come tifoso fin dai tempi dei mitici derby alla palestra di Monte Cengio tra il LLOYD Adriatico e l'Italsider. Come giocatore però mai a livello agonistico, ma tra gli amici con cui mi cimentavo c'era Roberto Cosolini. Ora lui è Presidente e io membro del consiglio di amministrazione della Pallacanestro Trieste. Chi lo avrebbe mai detto!
Ho avuto una squadra a Coppa Trieste e ho fondato la Fiamma Calcetto che, prima di chiudere per mancanza di fondi, è arrivata fino alla serie A. Sono quindi diventato allenatore di calcio a 5 dopo aver seguito un corso addirittura presso l'università del calcio, che altro non è che Coverciano.
Ho guidato la squadra di Monfalcone che ha partecipato al campionato di serie B, e uno dei miei giocatori più bravi è stato quel Francesco Landri ora dirigente della Triestina calcio, Triestina che mi ha visto e mi vede tutt'ora suo grande tifoso fin dai tempi in cui frequentavo la bella Curva nord, quella degli ultras.
Come tifoso però ho avuto la fortuna, assieme a Menia e a Primavera, di partire con pochi soldi in tasca, ma con tanta fede, per la Spagna nel 1982. Infatti siamo stati a vedere sia Italia- Brasile, quella del grande 3 a 2, sia Italia -Polonia, che la finalissima Italia Germania, per prendere i biglietti della quale abbiamo fatto una fila di ben 12 ore. Ricompensata alla grande, visto che siamo tornati a trieste, anche noi un poco... "Campioni del Mondo".

Sono anche giornalista pubblicista, iscritto all'Unione Stampa Sportiva italiana. Come ho scritto prima è chiaro che lo sport mi ha dato grandi soddisfazioni e ha riempito molte delle mie giornate. Ma per finire questo escursus voglio ricordare una cosa che mi ha dato e mi dà ancora tanto orgoglio.
E' stato quando con Menia, Bressan e altri amici siamo andati a Timisoara in Romania. Era il Natale che ha portato la libertà a quel bel popolo, oppresso dalla persucuzione comunista guidata da Ciausescu.
Fummo i primi occidentali ad arrivare in piena rivoluzione, accolti dai colpi sparati dai cecchini rossi. Tutto perchè portavamo cibo e medicinali. Quel viaggio è stato indimenticabile per il calore della gente e per il loro disperato bisogno di aprirsi finalmente alla libertà.
Altri ne seguirono e la dignità di queste persone, nelle enormi difficoltà in cui si dibattevano, ci apriva sempre di più gli occhi su quale tremenda tirannia è stato il comunismo, sconfitto, ma sfortunatamente non ancora morto, dalla storia.
In merito a questa esperienza io e Menia abbiamo pubblicato un libretto dal titolo "LIBERTATE".


 
 

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Lucio Arzon